EPIFANIA ALL'INSEGNA (COM'E' ORMAI TRADIZIONE) DELLA CULTURA DI NULVI

 

NULVI La festa dell'Epifania è divenuta da qualche anno a Nulvi un appuntamento con l'arte e con la cultura. Mercoledì sera mentre fra le vie del paese rieccheggiavano gli antichi canti "A sos tres res", nella parrocchia dell'As-sunta si è tenuta una rassegna di cori, a cui hanno preso parte il coro di Nulvi e il bravissi-mo coro dì Castelsardo che hanno accompa-gnato una rappresentazione della Natività. Il giorno dell'Epifania invece nei locali del-l'ex convento di Santa Tecla si è tenuta la ceri-monia di presentazione della la biennale di scultura indetta dal Comune di Nulvi. Alla rassegna hanno partecipato qu ìian Piero Columbu dLollo Vett', lo scultore dell'isola dell'Asinara,„ rarice sco Farina di SdMi-i. e Angelo Truddaiu Chiaramonti che hanno realizzato sotto la di-rezione artistica di Mario Nieddu 4 opere che diverranno patrimonio dei nulvesi e che ver-ranno installate in diversi siti del paese. La manifestazione è proseguita con la ceri-monia di premiazione del concorso di prosa in lingua sarda indetto anche questo dal Comu-ne con il patrocinio della Consulta anglonese per la lingua sarda. La giuria, presieduta dal professor Tore Patatu e composta da Giusep-pe Tirotto, Mauro Maxia e Domitilla Mannu ha attribuito il "Premio Anglona" alla scrittri-ce sassarese Graziella Porcheddu, che con il suo racconto "Su castanzone" ha conquistato non solo la giuria ma anche tutti presenti per il sapiente utilizzo della lingua sarda e per la grande sensibilità che si recepisce dalla sua narrativa. Il secondo premio è stato assegnato a Vittorio Falchi, scrittore di Bonorva trapian-tato da diversi anni a Roma. Il terzo premio è invece andato a Francesco Dedola di Sorso. La giuria ha anche attribuito quattro segnala-zioni agli scrittori Antonio Pes di Bortigali, Bobore Merceddu di Oniferi, Gavino Murgia di Nulvi e Angelo Porcqueddu di Banari. Una menzione è invece andata a Giovanni Masala di Sennori. La cerimonia è stata presentata da Tore Patatu, rigorosamente in lingua sarda e con la solita piacevolissima maestria nel sa-per cogliere gli aspetti più affascinanti della lingua logudorese.

(m. t.)