Biografia

Scopri la storia di Enrico Mereu raccontata attraverso i ricordi e le esperienze.

Enrico Mereu nasce a Nurri (NU) il 3 Aprile 1959.

Ha prestato servizio come guardia carceraria nella colonia penale dell'Asinara fino al 1998, anno in cui è andato in pensione in concomitanza con la chiusura del carcere. Come autodidatta sin da giovane età ha mostrato grandi capacità artistiche lavorando il legno e la pietra, sapendo così plasmare e fissare nelle forme naturali della materia forti sensazioni, emozioni legate alla tradizione Sarda. Negli anni ha ricevuto riconoscimenti accademici d'arte, regionali e nazionali.

Allo scultore Mereu, interprete di una realtà di vita intensa, naturale, emozionante, con le sue opere in fase ascendente su uno spirito che parte da un lembo di Sardegna per aprirsi al mondo intero.
Giorgio Falossi, Critico Mondadori 

L'artista Mereu bene si evidenzia, ad un primo impatto con la sua scultura, la solida formazione culturale ed ideologica, come la plasticità e padronanza della materia che egli rivela nelle maestose sculture in pietra.
Nanni Loi, Giornalista 

La scultura di Enrico è fondata sull'espressione della bellezza e la comunicazione dei sentimenti. Esprimere le emozioni della visione e la realtà della vita.
Maria Melis 

Come auspica Schopenauer per l'arte, Enrico Mereu accende qualcosa dentro il riguardante, richiama in lui aspetti nascosti del suo vissuto, della sua cultura, che lo hanno informato e forgiato intellettualmente ed esteticamente.
Wally Paris, Dir. Int. Beni storici Sassari

Mereu è come la natura, mutando non cambia, è una luce dal mare che inonda l'animo.
Vittorio Sgarbi, Critico d'Arte 

Enrico, scavando e ricercando l'anima delle sue “creature” tra le pieghe e le fibre più recondite della materia, fruga i tuoi sentimenti, stimola le tue sensazioni, tu guida ad una personale ricerca. Proponendo il bello delle cose, delle immagini e dei sogni svaniti.
Pinuccio Zappareddu

Enrico è parte dell'Asinara, e l'Asinara è parte di Enrico. Due simboli della Sardegna che non possono fare a meno l'uno dell'altro.
Maria Rosa Deffenu